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Vinificazione in rosso

La vinificazione in rosso ha come scopo quella di produrre degli ottimi vini rossi. Essa consiste in una serie di fasi che generalmente corrispondono a quelle della vinificazione in bianco se non fosse per delle variazioni nel modus operandi che contribuiscono, per l’appunto alla differenziazione tra i due tipi di vini.

di Redazione

09 dicembre 2011

Premessa

La vinificazione in rosso ha come scopo quella di produrre degli ottimi vini rossi. Essa consiste in una serie di fasi che generalmente corrispondono a quelle della vinificazione in bianco se non fosse per delle variazioni nel modus operandi che contribuiscono, per l’appunto alla differenziazione tra i due tipi di vini. La vinificazione in rosso parte dalla raccolta di uve a bacca rossa che attraverso le fasi di pigiatura, fermentazione, svinatura, torchiatura e conservazione perviene alla creazione di intensi vini color rubino. È importante durante tutto il processo di vinificazione, la temperatura dell’ambiente sia monitorato e mantenuto costante onde evitare degli sbalzi di temperatura troppo evidenti che potrebbero comprometterne le fasi, soprattutto quella delicatissima della fermentazione. La cantina, inoltre, almeno quelle professionali, dovrebbero avere una serie di ambienti abilitati per le specifiche fasi del vino. Ciò perché durante ogni fase il vino ha bisogno di particolari condizioni ambientali come la temperatura, l’areazione e soprattutto il tasso d’umidità.

Prime fasi della vinificazione in rosso

La prima fase della vinificazione in rosso consiste nella premitura delle uve a bacca rossa, precedentemente raccolte e selezionate a parametri di tipo estetico come il colore, la presenza di imperfezioni e la forma. Tutti gli acini non perfettamente maturi, ammuffiti o inutilizzabili per qualsiasi motivo non vengono inseriti nella partita di uve da lavorare. Gli acini selezionati raggiungono la cantina dove avverrà l’intero processo di vinificazione. La prima operazione da fare è la pigiatura, ovvero la spremitura dei frutti, per la quale vengono utilizzate delle macchine pigiatrici che provvedono alla pigiatura e quelle di sparatrici che si occupano invece di eliminare i raspi. In alcuni casi le macchine utilizzate combinano le due azioni nello stesso movimento. Il risultato è la produzione di un liquido, il mosto per l’appunto, costituito anche da parti solide come bucce e semi. Nelle parti solide del mosto vi è un’alta concentrazione di polifenoli, tannini e di altre sostanze che contribuiscono a dare la colorazione al vino. La macerazione, dunque, contribuisce soprattutto alla fase di colorazione del vino: senza lasciare “a bagno” le bucce il vino non avrebbe colore, in quanto nella polpa non sono presenti quelle sostanze indispensabili per la colorazione. A seconda dell’intensità del colore del vino, la macerazione avrà una durata variabile: più lunga per un colore più intenso e deciso, meno tempo per una tonalità più leggera.

Il cappello di vinacce

Durante la macerazione avviene anche la fermentazione che ha una durata, anch’essa molto variabile. Nel mezzo di questa fase il mosto subisce una serie di reazioni chimiche in seguito alle quale si trasformerà in vino. Nella fermentazione interagiscono dei lieviti presenti naturalmente nella buccia dell’acino uniti ad altri lieviti selezionati dal produttore e aggiunti al mosto in fermentazione. Così durante l’operazione di trasformazione il mosto si dividerà in due fasi: una solida e l’altra più liquida. La prima è costituita da bucce e vinaccioli, insomma la parte più consistente del mosto che forma una sorta di copertura chiamata “cappello”, essa poggia su un sottile strato di anidride carbonica sotto cui vi è la seconda parte, ovvero quella più liquida. In questa fase della fermentazione, è importante compiere due operazioni per evitare che le sostanze contenute nelle bucce non siano sprigionate all’interno del mosto. Bisogna intervenire con il rimontaggio che consiste nell’immersione delle vinacce e la follatura, ovvero la disgregazione delle bucce con appositi strumenti.

Svinatura e affinamento

Una volta che la fermentazione è terminata, inizia una nuova fase chiamata svinatura che consiste nel travaso del mosto, ormai divenuto vino in altri contenitori per far si che possa cominciare l’affinamento. Nel travaso le bucce che costituivano il cappello vengono prelevate e pressate in modo da non lasciare sprecata neanche una goccia di vino. La maturazione del vino avviene in recipienti di acciaio per una durata di alcuni mesi, a seconda della qualità del vino. vini più giovani hanno una maturazione di pochi mesi intorno a metà anno, mentre quelli più strutturati possono invecchiare fino anche a degli anni. Questa fase è fondamentale in quanto il vino comincia ad assestarsi e tutte le sue caratteristiche organolettiche dal sapore, all’odore fino al profumo tendono a diventare stabili e definitive. Anche il contenitore utilizzato influisce enormemente sul carattere definitivo del vino. l’affinamento, infatti, può avvenire in barrique o in botti. L’affinamento in barrique rende il vino più aromatico e tannico, in genere solo una parte della bevanda viene travasata in questi contenitori, il resto continua il suo affinamento in acciaio per riunire le due parti. Nell’affinamento in botte invece il vino sarà meno aromatico in quanto il contatto tra la superficie legnosa e la bevanda è minimo. Nella botte, il vino riceve gradualmente ossigeno che trapela tra le doghe e contribuisce ad arricchire di aromi il contenuto. Alla fine dell’affinamento, il vino può essere imbottigliato e conservato in cantine.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra la vinificazione in rosso e quella in bianco?
    La distinzione fondamentale risiede nella permanenza delle bucce. Nella vinificazione in rosso, il mosto fermenta insieme alle bucce, ai semi e spesso ai raspi, permettendo l'estrazione di colore, tannini e polifenoli necessari per la struttura e la pigmentazione tipica del vino rosso. Al contrario, nella vinificazione in bianco, le bucce vengono separate immediatamente dopo la pigiatura, quindi il succo fermenta da solo, risultando in un vino privo di quei composti fenolici che conferiscono corpo e colore al rosso.
  • Cosa sono il 'cappello di vinacce' e quali operazioni servono a gestirlo?
    Il cappello di vinacce è lo strato galleggiante formato dalle bucce e dai semi che salgono in superficie durante la fermentazione alcolica, sostenuti dall'anidride carbonica prodotta. Per garantire una corretta estrazione dei colori e dei tannini e impedire la proliferazione di batteri nocivi, il cappello deve essere costantemente rimescolato. Questo si ottiene tramite due tecniche principali: il rimontaggio, che consiste nel pompare il vino dal fondo sopra il cappello, e la follatura, che schiaccia meccanicamente il cappello per immergerlo nel liquido fermentante.
  • Come influenza la scelta del contenitore l'affinamento del vino rosso?
    Il materiale del contenitore modifica drasticamente il profilo sensoriale finale. L'acciaio inox garantisce una conservazione neutra, preservando i fruttati primari e la freschezza, ideale per vini giovani. Le barriques di legno nuovo introducono note aromatiche complesse (vaniglia, spezie) e micro-ossigenazione, ammorbidendo i tannini ma rendendo il vino più tannico e strutturato. Le grandi botti di legno antico offrono una micro-ossigenazione più blanda e lenta, favorendo un affinamento elegante senza imporre forti sapori legnosi, mantenendo intatta l'espressività varietale.
  • Perché la temperatura è critica durante la fermentazione del rosso?
    La fermentazione è un processo esotermico che genera calore; se la temperatura supera i 30-32°C, i lieviti possono morire o produrre difetti olfattivi, bloccando la fermentazione. Inoltre, temperature controllate (solitamente tra 25°C e 30°C) favoriscono un'estrazione ottimale dei polifenoli e del colore senza cuocere gli aromi fragranti del frutto. Un monitoraggio costante evita sbalzi termici che comprometterebbero la stabilità microbiologica e la qualità organolettica del vino, richiedendo sistemi di raffreddamento specifici in cantina.

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