olio pugliese

Olio di oliva

Olio di oliva pugliese

L'olio pugliese è di fondamentale importanza in Italia, essendo questa regione la maggiore produttrice della penisola.

di Redazione

25 agosto 2014

La Puglia

La Puglia è la regione italiana e anche mondiale più importante nella produzione dell'olio di oliva, quella più vocata e la maggiore produttrice, anche se negli ultimi anni la Calabria a quasi raggiunto, e in un paio di anni superato, questa regione per quintali prodotti. La Puglia infatti, con i suoi sconfinati uliveti, ha sempre prodotto tra il milione e mezzo e i due quintali di olio di oliva annui, ed è sempre prima nella media decennale in tutte le statistiche con i vari decenni di riferimento. Solo la Calabria dicevamo riesce ad avvicinarsi a produzioni simili, mentre le altre regioni sono lontanissime da quelle medie. La terza regione per produzione è infatti la Sicilia con poco meno di mezzo milione di quintali, quindi con il 25% soltanto di produzione rispetto alla Puglia. Segue ancora più staccata la Campania con quasi 400 mila quintali e poi il Lazio, con meno di 300 mila. La Toscana, molto rinomata per il suo olio, risulta solo settima con meno di 200 mila quintali, mentre il fanalino di coda è il Piemonte con soli 77 quintali. La Puglia offre quindi una vasta gamma di oli, spesso dal gusto forte, questo perché il suo clima risulta il più ideale per la crescita degli olivi, con piogge scarse e forti temperature, mentre l'approvvigionamento idrico proviene quasi tutto dal sottosuolo, come preferisce l'esteso apparato radicale della pianta. La Puglia è ricca di acque sotterranee, grazie alla natura carsica del suo territorio.

L'olio in Puglia

L'olio in Puglia è quindi una delle risorse fondamentali della regione, e basta esserci stati anche una sola volta per capirlo, con sconfinati uliveti visibili ovunque, in particolare nelle Murge. Il clima favorevole permette una maturazione perfetta dei frutti, e i numerosi frantoi sparsi nel territorio estraggono il prezioso olio destinato sia al consumo locale ma soprattutto all'esportazione in tutta Italia e all'estero, anche se purtroppo in quest'ultimo caso, dalle indagini effettuate anche a livello giornalistico da testate di livello mondiale, molto dell'olio segnalato come pugliese ed italiano specialmente nei paesi anglosassoni, proviene in realtà da nazioni come la Spagna, il Marocco e la Tunisia, dove il suo costo è inferiore.

Gli oli pugliesi

In Puglia viene prodotto l'olio Terra di Bari, un DOP che produce anche alcune specialità zonali che godono in etichetta delle sottomenzioni appartenenti all'area specifica, prodotte con determinate varietà d'ulivo. Le menzioni Castel del Monte e Bitonto prevedono un utilizzo di almeno l'80% di Coratina, e coinvolgono molti comuni nel nord della provincia di Bari. Il Murgia dei Trulli invece, prodotto con almeno il 50% con la varietà Cima di Mola, coinvolge alcuni famosi comuni nel sud-ovest della stessa provincia.

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Domande frequenti

  • Perché l'olio pugliese ha un sapore così intenso e caratteristico?
    Il profilo gustativo deciso dell'olio extravergine pugliese è direttamente legato alle condizioni climatiche e pedologiche della regione. La Puglia presenta piogge scarse e temperature elevate, fattori che stressano parzialmente la pianta stimolando la concentrazione di polifenoli e aromi. Inoltre, la natura carsica del territorio garantisce un ricco approvvigionamento idrico sotterraneo, essenziale per l'apparato radicale degli olivi. Questa combinazione unica permette una maturazione ottimale delle olive, conferendo all'olio note intense, spesso piccanti e amare, tipiche di cultivar come la Coratina, che domina la produzione locale.
  • Quali sono le principali denominazioni DOP dell'olio pugliese e quali varietà di oliva utilizzano?
    Le principali certificazioni di qualità sono l'Olio Extravergine di Oliva Terra di Bari DOP e il Murgia dei Trulli DOP. Per quanto riguarda la Terra di Bari, esistono sottomenazioni geografiche specifiche: 'Castel del Monte' e 'Bitonto' richiedono l'utilizzo di almeno l'80% di olive Coratina, garantendo struttura e persistenza. Al contrario, il 'Murgia dei Trulli', prodotto in alcune zone del sud-ovest barese, si distingue per l'impiego di almeno il 50% di Cima di Mola, offrendo un profilo sensoriale diverso, generalmente più morbido e fruttato, tipico di questa cultivar autoctona.
  • La Puglia è davvero la maggiore produttrice d'Italia? Come si posiziona rispetto alle altre regioni?
    Storicamente, la Puglia detiene il primato assoluto come regione più vocata e produttrice di olio d'oliva in Italia e nel mondo, producendo mediamente tra 1,5 e 2 milioni di quintali annui. Tuttavia, la situazione è dinamica: la Calabria si sta avvicinando rapidamente a questi volumi, arrivando talvolta a superarla in singoli anni. La Sicilia si conferma terza regione per produzione, con circa 500.000 quintali (il 25% della produzione pugliese), seguita da Campania e Lazio. Regioni rinomate come la Toscana producono quantità nettamente inferiori, attestandosi intorno ai 200.000 quintali.
  • È vero che molto dell'olio venduto come pugliese all'estero non proviene dalla Puglia?
    Sì, purtroppo si tratta di un fenomeno documentato da indagini giornalistiche internazionali. Sebbene la Puglia esporti enormi quantitativi di olio extravergine in tutto il mondo, una parte significativa di quello etichettato come 'Italiano' o 'Pugliese' nei mercati anglosassoni è in realtà costituita da oli provenienti da paesi del Nord Africa, come Spagna, Marocco e Tunisia. Questi oli hanno costi di produzione inferiori e vengono spesso miscelati o commercializzati ingannando il consumatore finale, che crede di acquistare un prodotto di origine italiana quando invece la provenienza è estera.
  • Dove si concentrano gli uliveti pugliesi e qual è il ruolo dei frantoi?
    Gli uliveti pugliesi sono onnipresenti, ma assumono una densità particolare nelle Murge, dove il paesaggio è dominato da infinite distese di alberi. I numerosi frantoi distribuiti sul territorio svolgono un ruolo cruciale nell'estrazione del prezioso liquido dorato. La produzione locale è destinata principalmente al consumo interno regionale e all'esportazione nazionale, ma rappresenta anche una voce economica vitale per il mercato internazionale. La vicinanza immediata tra coltivazione e frantoio è spesso garantita dalla struttura frammentata ma diffusa delle aziende agricole pugliesi, assicurando freschezza e qualità all'olio estratto.

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