Inzolia

Vitigni bianchi

Ansonica o Inzolia

L'Inzolia, noto in Toscana con il nome di Ansonica, è un antico vitigno siciliano, presente sull'isola già in epoca romana. Diffusissimo in passato, oggi il vitigno sta conoscendo una nuova fama, grazie ad alcune ottime vinificazioni in purezza.

di Redazione

23 gennaio 2013

Il vitigno

L'Ansonica, o Inzolia è un vitigno a bacca bianca di origine siciliana, dove viene chiamato Inzolia, con coltivazioni anche in Toscana, dove invece viene chiamato Ansonica. Oggi l'Inzolia sta riconquistando terreno in Sicilia, mentre le sue coltivazioni in Toscana restano stabili. In Sicilia la varietà è stata sempre molto importante per la quantità appartata nei vini, anche se oggi vinificazioni più attente stanno ponendosi all'attenzione degli appassionati anche per qualità. Ha subito comunque un forte ridimensionamento rispetto ai secoli passati, a spese del Catarratto, altra autoctona dell'isola. È presente da tempo immemorabile nell'isola, dove era stato già descritto da Plinio come Irziola, poi volgarizzato successivamente in Inzolia Vranca da Cupani nel 1696 e successivamente, quasi un secolo dopo, da Sestini. Questi lo distinguevano da un vitigno rosso, chiamato con lo stesso nome ma con la differenziazione di Inzolia Nigro. Oggi il vitigno non serve solo la vinificazione, ma anche il consumo fresco per la popolazione locale. Il vitigno si presenta con grappoli di dimensioni medio-grandi a forma piramidale, alati, con densità da spargolo a medio. I chicchi sono ellittici, con bucce spesse su cui si forma un abbondante concentrazione di pruina. Il colore è dorato o ambrato. Il vitigno matura in epoca media.

I vini dell'Inzolia

L'Inzolia viene generalmente assemblato, spesso con il Catarratto, ma non mancano alcune vinificazioni in purezza dove fornisce vini paglierini venati di verde con una gamma olfattiva fine e leggera, dove i prodotti migliori fanno risaltare in particolare gli aromi di noce. Nelle vinificazioni meno qualitative invece il vino pecca di acidità e profumo. Il palato invece si segnala per la gradazione alcolica, e una certa morbidezza in perfetto equilibrio con la componente acida. In passato era la maggiore componente del Marsala bianco, mentre oggi è sicuramente il vanto del Bianco d'Alcamo. Fa parte comunque di numerosissime altre denominazioni siciliane, quali il Contea di Sclafani, Contessa Entellina, Delia Nivolelli, Erice, Mamertino, Marsala, Menfi, Monreale, Riesi, Sambuca di Sicilia, S. Margherita di Belice, Salaparuta, Sciacca, Vittoria. Viene vinificato come Ansonica anche nei Colli dell'Etruria Centrale DOC in Toscana.

I produttori

Naturalmente i produttori siciliani si segnalano per le produzioni con questo vitigno. Un ottimo Inzolia in purezza è quello del Duca di Salaparuta, nel suo Bianca di Valguarnera IGT, prodotto in circa 20 mila bottiglie con una gradazione di 13,5% vol. Un vino di grande personalità, con note iodate a ricamare la frutta secca e quella esotica. La struttura è ben presente, con potenza e sapidità, in un vino che può anche invecchiare. Passato in botte, si abbina bene con le tagliatelle fatte in casa al tartufo nero.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza tra Ansonica e Inzolia? Sono due vitigni diversi?
    Non si tratta di due vitigni distinti, ma dello stesso identico vitigno a bacca bianca che cambia nome in base alla regione geografica di coltivazione. In Sicilia, dove ha origini antiche documentate già dall'epoca romana, viene comunemente chiamato Inzolia (con radici etimologiche che risalgono a termini arabi o greci). Al contrario, nelle zone toscane, in particolare nei Colli dell'Etruria Centrale, la stessa varietà è nota come Ansonica. Sebbene sia originario della Sicilia, il vitigno ha trovato un'importante seconda patria in Toscana, mantenendo caratteristiche genetiche comuni ma adattandosi ai rispettivi terroir.
  • Come si presentano i vini prodotti con Inzolia in purezza?
    I vini di Inzolia vinificata in purezza si distinguono per un colore paglierino talvolta venato di verde, indice di freschezza. Al naso offrono una gamma olfattiva fine e leggera, con profili aromatici che possono variare dalla frutta fresca a note più complesse di nocciola, frutta secca e, nelle versioni più strutturate, accenni iodati ed esotici. Al palato, questi vini si contraddistinguono per una gradazione alcolica moderatamente alta e una notevole morbidezza, che trova un perfetto equilibrio con la componente acida. Le vinificazioni di alta qualità evitano la piattezza, garantendo sapidità e struttura, rendendoli adatti anche all'invecchiamento in botte.
  • Quali sono i principali abbinamenti gastronomici per l'Inzolia?
    Grazie alla sua versatilità e al giusto bilanciamento tra morbidezza e acidità, l'Inzolia si abbina a numerosi piatti. Una delle abbinature classiche e più apprezzate riguarda la pasta fatta in casa, specialmente se condita con sughi delicati o, come suggerito dalle migliori pratiche enogastronomiche, con tagliatelle al tartufo nero, dove la sapidità del vino esalta l'aroma del fungo. Si presta inoltre egregiamente ad antipasti di mare, formaggi freschi e mediamente stagionati, e carni bianche leggere. La versione strutturata e invecchiata in legno può accompagnare anche primi piatti più elaborati o pesce cotto al forno, sfruttando la sua potenza e persistenza.
  • Che ruolo svolge l'Inzolia nella produzione del Marsala?
    Storicamente, l'Inzolia ha rivestito un ruolo fondamentale e predominante nella produzione del Marsala bianco, essendo spesso la varietà principale utilizzata per la vinificazione e l'invecchiamento di questo famoso vino fortificato siciliano. Anche se oggi il suo utilizzo è più diversificato e non esclusivo, rimane una componente chiave in numerose Denominazioni di Origine Controllata siciliane, tra cui il Bianco d'Alcamo, il Contea di Sclafani e il Vittoria. La sua capacità di fornire vini profumati e strutturati lo rende ancora oggi una scelta preziosa per i produttori che vogliono preservare la tradizione enologica siciliana, affiancato talvolta dal Catarratto per aggiungere volume.

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