Olio extravergine di oliva

Olio extravergine d'oliva biologico

L'olio extravergine biologico risponde alla normativa europea per l'agricoltura biologica che tende a favorire produzioni di qualità in cui vengano utilizzati prodotti naturali.

di Redazione

23 luglio 2013

La legislazione olio biologico

La legislazione che coinvolge la produzione degli oli biologici è attiva dal 1° gennaio 2009 dopo essere stata discussa e approvata il 28 giugno 2007. Si tratta del Regolamento (CE) n. 834/2007 che regolamenta la produzione e l'etichettatura dei prodotti biologici. Questo nuovo regolamento sostituisce il precedente datato 1991. Vengono poi istituiti degli appositi enti pubblici di controllo che dovranno gestire e coordinare non solo i controlli ma anche le attività e inoltre promuovere nuovi disciplinari regionali. Si può usufruire di questo sistema con una richiesta ufficiale e la Notifica dell'Attività di produzione con Metodo Biologico. Con questa comunicazione ufficiale e la relativa documentazione si inizia l'iter per divenire un'azienda biologica. La documentazione richiesta è quella classica, tra cui le mappe catastali e altre documentazioni aziendali.

Una volta notificato

Se il dossier presentato risulta abile alla produzione biologica, l'azienda riceverà una prima visita da parte del controllore che inizierà le necessarie verifiche. Una volta effettuato l'accertamento l'azienda potrà entrare a far parte del sistema di controllo sotto le direttive Europee che poi provvederà ad un paio di controlli annuali, provvedendo agli appositi registri e a tutta la documentazione. Nei controlli potrebbero essere inclusi anche degli aspetti puramente amministrativi come il controllo della contabilità. Naturalmente poi vi è tutta la parte riguardante la produzione biologica.

Certificazione e produzione ecologica

L'agricoltore chiaramente è tenuto ad osservare le regole del disciplinare di produzione per la produzione di olio biologico. Questo viene elaborato e emanato dalla regione di appartenenza, e spesso si riferisce anche a zone sottoposte a denominazione d'origine. Con la certificazione fornita dall'ente controllore di attestano le indubbie provenienze biologiche delle olive, grazie ai metodi di coltivazione, e anche la indubbia produzione di olio attraverso processi esclusivamente biologici. Le etichette saranno poi conformi a questa certificazione che generalmente deve attendere circa un anno prima dell'approvazione definitiva. Le aziende infatti in genere si dicono applichino l'agricoltura biologica in conversione in quanto provengono da esperienze diverse. Ma per l'ulivo, e le coltivazioni arboree, l'attesa è di 3 anni, mentre per le erbacee di due. Dopo questo periodo i prodotti potranno essere definiti provenienti da agricoltura biologica. Nel 2011 fu pubblicato il primo rapporto europeo sull'agricoltura biologica.

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Domande frequenti

  • Quali sono i requisiti normativi fondamentali per produrre olio extravergine biologico?
    La produzione di olio biologico segue il Regolamento (CE) n. 834/2007, attivo dal 2009, che stabilisce standard rigorosi per escludere prodotti chimici di sintesi e favorire pratiche naturali. Per ottenere la certificazione, l'azienda deve presentare una Notifica Ufficiale dell'Attività di Produzione con Metodo Biologico, allegando documenti come le mappe catastali. Successivamente, un ente di controllo autorizzato verifica la conformità tramite ispezioni periodiche, che includono sia aspetti produttivi che amministrativi, garantendo che ogni fase, dalla coltivazione alla frangitura, rispetti i disciplinari regionali e europei.
  • Quanto tempo richiede la conversione di un oliveto alla pratica biologica?
    Il periodo di transizione verso l'agricoltura biologica varia in base al tipo di coltura. Per gli ulivi e le coltivazioni arboree, è necessario attendere tre anni completi prima che il prodotto possa essere definito e commercializzato come 'biologico'. Durante questo intervallo, l'azienda è considerata in 'conversione'. Al contrario, per le colture erbacee il periodo richiesto è di due anni. Solo dopo aver superato questi termini e ottenuto l'attestazione finale dall'ente certificatore, i produttori possono apporre il marchio biologico sulle etichette, confermando l'assenza di input sintetici nelle fasi precedenti.
  • Come funziona il processo di certificazione e controllo annuale?
    Una volta approvato il dossier iniziale, l'azienda entra nel sistema di controllo europeo e riceve una visita ispettiva preliminare. Da quel momento, l'ente certificatore effettua almeno due controlli annuali per verificare il rispetto del disciplinare. Le ispezioni esaminano attentamente la tracciabilità delle olive, i registri di produzione e la gestione ambientale. Inoltre, vengono verificate anche le procedure amministrative e contabili per assicurare che non ci siano contaminazioni con prodotti convenzionali. Questa supervisione continua garantisce l'integrità del prodotto finale e la trasparenza verso il consumatore finale.
  • Chi emana i disciplinari di produzione per l'olio biologico?
    I disciplinari specifici per la produzione di olio extravergine biologico sono elaborati e emanati dalle singole Regioni italiane. Questi documenti integrano la normativa europea nazionale, adattando gli standard alle caratteristiche territoriali locali. Spesso, i disciplinari regionali fanno riferimento anche alle zone protette da Denominazione di Origine Protetta (DOP) o Indicazione Geografica Protetta (IGP), creando un quadro normativo più complesso ma ricco di tutele. Il rispetto di queste regole regionali è obbligatorio per ottenere la certificazione e garantisce che la qualità biologica sia mantenuta nel rispetto del territorio specifico.

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